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La Fiat X1/9 Abarth e la mancata omologazione

La storia di un’auto che era destinata a un futuro da assoluta protagonista ma che viene troncata sul nascere

Fiat X1/9 Abarth Prototipo, un nome che fa emozionare molti appassionati. Un’auto quasi impossibile da veder circolare perché ne furono costruite veramente poche, troppe poche. Per essere precisi la produzione si fermò a cinque esemplari. Ad oggi ne esistono ancora quattro e di uno si sono persele tracce.

Nel team di tecnici che sviluppa e progetta l’auto troviamo nomi del calibro di Gino Macaluso, Renzo Avidano e Aurelio Lampredi. Dal punto di vista stilistico il padre del design della X1/9 è nientemeno che Marcello Gandini che all’epoca lavorava sotto l’ala di Bertone. Proprio dalla matita di Gandini prende forma anche la rivale numero uno dell’Abarth: la Lancia Stratos. Entrambe partono dalla stessa concept car del designer italiano ossia l’Autobianchi Runabout del’69.

I successi che sta raccogliendo in quegli la Fiat nel Campionato Italiano e soprattutto nell’Europeo Rally non lasciano indifferenti i vertici del gruppo. Proprio in quel periodo il colosso torinese acquista Abarth, tant’è che le prime 124 correranno con denominazione Fiat per passare solo in seguito al nome Abarth. Il reparto corse Fiat si sta espandendo poco alla volta anche se è ancora molto artigianale. Oltre all’Abarth si stanno preparando ad acquistare anche la Lancia.

Lancia dal canto suo ha già un reparto corse forte, sano e vincente. Il progetto della Stratos è già in stato avanzato. Nel’72 c’è il debutto come prototipo al Tour de Corse e solo il primo ottobre del ’74 l’omologazione nel gruppo 4. Omologazione che arriva tardi nel corso dell’anno, a sole cinque gare dalla fine ma che permette lo stesso alla Stratos di vincere il mondiale.

Tornando alla X1/9 il debutto avviene proprio a inizio anni ’70 alla Targa Florio in Sicilia. La gara sul circuito delle Madonie si conclude con un ritiro. L’auto viene portata nuovamente in gara da Pianta e Scabini al 4 Regioni 1974. Per via della rottura della trasmissione, la X1/9 non finisce il rally. Poco male perché al successivo Rally della Alpi Orientali arriva la prima vittoria assoluta con Bacchelli e Scabini. Il vantaggio sui secondi, Verini e Macaluso su Fiat 124 Abarth, sarà di oltre due minuti. Ci saranno altre due vittorie, al 100000 Trabucchi e alla Coppa Liburna, che dimostreranno tutto il potenziale della piccola di casa Abarth.

Nel frattempo, un esemplare di X1/9 verrà mandato in Francia dove competerà con Darniche-Mahe. I risultati ottenuti dall’equipaggio francese saranno di assoluto rilievo. Vittorie e piazzamenti a podi che non possono lasciare indifferenti.

In casa Fiat però c’è già un’auto vincente nei rally ed è la Stratos. Avere due reparti corse, quello Lancia e quello Abarth, che si scontrano sullo stesso terreno di battaglia non piace ai vertici torinesi. In più la politica Fiat in quegli anni era di puntare su berline e auto per famiglie. Nulla a che vedere con il progetto X1/9. Al tutto va sommata anche la crisi del petrolio che stava facendo sentire i propri effetti in Europa. Si deicide quindi di sviluppare solo la Stratos che vincerà atri due mondiali nel ’75 e nel ’76.

A inizio ’75 la Fiat X1/9 Abarth è pronta per l’omologazione al Gruppo 4. Omologazione che prevede la produzione di 400 esemplari di serie della vettura. Le auto dovrebbero essere prodotte da Bertone nei propri stabilimenti. In Fiat però si decide clamorosamente di non avviare la produzione e di conseguenza di non permettere l’omologazione della X1/9.  I motivi sono quelli elencati poc’anzi. La delusione è altissima. In versione prototipo la X1/9 continuerà a correre con Darniche in Francia. Nuovamente i risultati saranno molto buoni e Fiat France continuerà a sviluppare la vettura. Questo non basterà a far cambiare idea ai vertici della casa torinese che sta già mettendo in cantiere un nuovo progetto. Un’auto prestazionale di diretta derivaziome dalla grande produzione in serie: la 131 Abarth.

Photo credit: Mauto

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